Come riconoscere la dipendenza del gioco d'azzardo

Sarà capitato anche a voi di acquistare un gratta e vinci, oppure di provare una slot machine, un video poker, o di fare una partita a bingo.

Lo avrete fatto pensando che, per una volta, la fortuna avrebbe potuto premiarvi regalandovi soldi facili, guadagni extra. L’eccitazione di questa possibilità l’abbiamo assaporata, come pure la delusione del perdere i soldi giocati o la gioia legata ad una piccola vincita.

Conoscere e stare vicino ad un vero e proprio giocatore d’azzardo è faticoso e doloroso. Amare un giocatore patologico quasi impossibile. La vita reale di queste persone viene completamente stravolta dal gioco.

L’atto del giocare diventa l’unico centro di interesse psicologico e fisico, per farlo si mente a stessi e ai propri famigliari. Si mente perfino sul tempo e sulle quantità di denaro che si spende, si può sperperare anche l’intero stipendio e i risparmi di una vita.

Il gioco patologico si inquadra nei disturbi dei controllo degli impulsi. I sintomi psicologici più comuni sono: ossessione del gioco, senso di onnipotenza, nervosismo, irritabilità, ansia, senso di colpa, alterazione dell’autostima, aumento della impulsività, distorsione della realtà ovvero (minimizzazione e enfatizzazione degli eventi). Accanto ai sintomi psicologici ci sono quelli fisici come i disturbi dell’alimentazione, cefalea, insonnia, ansia, tremori, palpitazione. Non meno importanti e invalidanti sono i sintomi quali danni economici, morali, familiari, per ultimo l’isolamento sociale. Si gioca per vincere, più si perde e più ci si accanisce per recuperare i soldi spesi, e contemporaneamente quando si vincono si rigiocano per la stessa ragione, in un circolo vizioso che non ha soluzione. La vita si sdoppia, ci si rende conto che si sta facendo una cosa sbagliata ma si pensa di risolverlo da soli, si spera nella prossima vincita. Poi si inizia a perdere il sonno e con quello la serenità e le relazioni. L’azzardo è l’eroina del terzo millennio.

L’offerta dell’azzardo è ovunque, nei bar nelle tabaccherie in tutti gli spazi di aggregazione, vincite facili che promettono alle persone di poter vivere sempre in vacanza. L’azzardo purtroppo è legale e produce un giro d’affari di miliardi di euro. Lo Stato lo incentiva con strategie quasi criminali, una di queste è la scelta strategica della collocazione delle macchinette, non so se avete mai notato, ma le slot machine o le video lottery sono in prevalenza sistemate in angoli bui, in sale senza finestre, questo per percepire che il senso del tempo reale non esiste.

Lucine, campanelli, tintinnare di monete, oscurità solitudine. Un sacco di gente ha voglia di scappare dalla vita reale e uno spazio interno, disponibile e appartato, facilita la dipendenza. Divenire un giocatore di azzardo comporta un cambio di vita, di relazioni, abitudini e persino di identità, il gioco rappresenta una esperienza totalizzante che risponde a bisogni profondi della persona legati a relazioni oggettuali arcaiche. Il gioco diventa una via di fuga dall’ansia, da un’autostima bassa e dalla depressione.

gioco d'azzardo: rischio di perdere tutto

Un passaggio determinante nella carriera del gap (giocatore d’azzardo patologico) è il superamento della paura di perdere il denaro e contemporaneamente dalla scoperta di nuove modalità di raggiungimento del piacere e dell’eccitazione, che si svincolano dalla vincita o perdita di beni materiali.

Quello che domina, nel giocare è il brivido che avvolge la giocata stessa. L’ossessione di vincere significa mettere in circolo adrenalina attraverso il ritmico susseguirsi di giocate sempre più strategiche e stupefacenti. Il malessere proviene dal tempo del non gioco, che diventa vuoto e insignificante. Perdere non è un problema grande quanto il non giocare.

Il giocatore patologico che spera di raggiungere una vincita per migliorare la propria condizione di vita in realtà non può fare a meno neppure di perdere.

Chiediamo aiuto se ci ritroviamo in queste dinamiche o se riconosciamo in questi comportamenti delle persone a noi care, giocare d’azzardo è una dipendenza patologica curabile, bisogna solo aver fiducia puntando sull’alta probabilità della vincita nel lavoro terapeutico.

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Spesso la soluzione è dentro di noi: uno psicologo può facilitaci nel ritrovare la strada che avevamo lasciato. Scrivi ora a Federica

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